Black Velvet

Certo che gli inglesi sono strani. Non sono ancora riuscita a capire se siano tronfi o talmente insicuri da..Certo Freud direbbe che se sei tronfio sei insicuro, e se sei insicuro sei tronfio. Ma Freud, oggi, 2007, scassa pure un po’ le palle, quindi..boh.

Sabato scorso vado in un pub a vedere musica dal vivo. Avevo l’invito, lasciatomi dal tipo che abita di fronte a me, che qui sono tutti mezzi artisti (sfigati, direi io) e che suona la batteria. Andiamo a vedere ‘sta roba. Mi accompagna il mio coinquilino, un inglese, che mi sta offrendo casa senza lira, solo to share le spese base, gas, luce, e non so perche’ lo faccia. Lui ha il benefit house, quindi non paga affitto al comune, e dice che una sera che siamo andati al cinema con amici, vedendomi stesa con le gambe sulle poltrone, gli sono stata simpatica. Per questo ha deciso di ospitarmi e di non farmi pagare. Vabbe’, che devo dire io? Gli ho detto un paio di volte che mi sarei sentita piu’ a mio agio nel pagare the rant, ma non ne ha voluto sapere. E sia. 

Entriamo nel pub. C’e’ un tipo che canta e suona chitarra. Bravino, entro e mi piazzo a vederlo. Lui canta, mi guarda e mi sorride. Canta, mi guarda e mi sorride. Boh..me la tiro pure, a me i chitarristi sono sempre piaciuti, sono figlia di un chitarrista e l’Edipo e’ quello che e’. Mi siedo su una poltrona e il mio coinquilino in quella di fianco a me, la musica on live e’ alta, il tipo suona e canta, e ci si scruta a vicenda. Vedo il drummer che mi ha invitata, lo saluto, ci dico hey ci sono, lui mi dice suono fra un po’. Il chitarrista finisce la sua esibizione, e’ il turno del mio amico/vicino di casa. Io sto sempre sulla poltrona, la musica e’ una sorta di punk fresco, il volume e’ di quelli che devi urlare per parlare, quindi ascolto e mi faccio i cazzi miei con una birra. Ma il chitarrista mi si avvicina e inizia a baccagliare. Io ci dico che parlo poco inglese perche’ sono italiana. Ohhhhhh di dove? Turin. Tutti gli inglesi, quando sanno che sono italiana, mi chiedono di dove, ma nessuno di loro conosce Torino. Cioe’ qualcuno sa che esiste Torino per la Juventus, ma nessuno sa dove si trovi. Loro conoscono solo Florence and the Tuscany. Devo fare sempre lo schemino, qui c’e’ Milan, qui Venice, qui the France e qui Turin. Vabbe’ invece il chitarrista la conosce. Che caruccio. Mi piace. Dopo un po’ mi si avvicina una tipa carina, parlottiamo un po’…e’ la moglie. Capito. Parla con me per evitare che lui baccagli. Lui mi scade in un nanosecondo sotto le scarpe, e lei..boh..mi piace. E’ coraggiosa, si difende. Complimenti. Io se fossi sposata con un tipo cosi lo manderei a cacare dopo trenta secondi. Ma lei si difende, e lo fa pure in modo intelligente. E forse ha ragione lei, e’ cosi che si deve fare nella vita, arrendersi subito e’ da sconfitti. Ma io no. Io piuttosto sto sola. Comunque, do’ retta a questi due per quasi tutta la serata e prima di uscire li bacio entrambi sulla bocca, sono cosi carini, lui cosi’ bastardo, lei cosi forte.

Fuori dalla porta il mio coinquilino si scatena in una scenata. "Che cazzo siamo andati a fare insieme al pub se hai parlato tutta la sera con altri?" Io resto di merda, davvero non capisco. Che cazzo ho fatto di male? la musica a manetta, che cazzo vuoi che parlo con te che ci parliamo tutto il giorno, e poi questi due mi sono piombati addosso. Ma lui e’ nero. Continua "E non l’hai capito che quella ti parlava solo per to keep you out?" "Si che l’ho capito. Non sono scema, e ho pure la mia eta’" Ma lui se ne va e mi smolla in Moss Side, il quartiere piu’ di merda che ci sia in Manchester, di notte. Che faccio? Rientro, cercando di ricordarmi la strada e sperando, se do retta alle voci, che non mi accoltellino. Incontro due tipi, neri, che mi chiedono cazzo ci faccio sola li’ e mi accompagnano per un tratto. Penso che allora il mio coinquilino e’ proprio bastardo. Arrivo a casa. Lui e’ sotto con i cani e sorride. Ci dico "leave me"..mai l’avessi detto. Scateno la sua rabbia, mi spintona, mi spintona cazzo, sto bastardo, mi prende le chiavi dalle mani e mi dice fuori di casa mia. Io ci dico sei solo un geloso di merda, e lui urla e sembra un pazzo, e mi dice io sono solo tuo amico, non sono geloso di te, e tu ora stai fuori di casa. Cazzo che bell’amico. Fuori di casa. Mi rassegno e mi siedo con la schiena appoggiata ad un muro qualsiasi nella notte, pensando che sono rovinata e che se il mondo ce l’ha con me e’ colpa mia, solo colpa mia. Non riesco neppure a piangere. Dopo un po’ lui torna e mi dice vieni su. Io torno su, senza parole, perche’ voglio un letto, voglio il mio letto. Poi, una volta a casa gli urlo come cazzo si permette di levarmi le chiavi, che se non mi fa pagare l’affitto che io voglio pagare non e’ colpa mia, che gli ho chiesto un sacco di volte di pagarlo, che e’ un pezzo di merda e che non puo’ sbattermi fuori cosi solo perche’ ha i cazzi girati perche’ non ci ho parlato nel pub. Che cazzo. 

L’indomani torno dal lavoro e lui sta cucinando per me. Un agnello. Sorride e tutto e’ per fortuna dimenticato. Io sono stanca, mai avrei voglia di tornare sul discorso e non so che pensare..se sono io quella sbagliata o no. Ma sono stanca.

 

Lei e’ Alannah Myles e non Bonnie Tyler, molti la confondono o l’hanno dimenticata. O si e’ fatta dimenticare. Non so, ma non so rinominare gli mp3

 

 

 

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2 Responses to Black Velvet

  1. tro says:

    eh..non lo so neppure io. Certo un mio obiettivo e’ cambiare casa, se e quando tornero’ dall’Italia..
    Grazie e..auguri anche a te, te li ho fatti anche sul tuo blog, ma non so se sono rimasti, il nuovo filto antispam su noblogs e’ un mistero..

  2. scribaccina says:

    Sti cazzi il tuo coinquilino: sicura che non si è preso una sbandata per te e che non fosse geloso al pub?
    Meglio che ti cerchi un altra sistemazione, perchè questo non può sbatterti fuori casa quando vuole, in piena notte, o lasciarti da sola a piedi a tornare a casa in un posto non proprio tranquillo…
    Auguri per tutto.

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