E di nuovo cambio casa
"Lo scarafagio ha paura del toppo, il toppo ha paura del cane, il cane ha paura del suo padrone, il suo padrone ha paura di sua mollie, sua mollie ha paura delo scarafagio".
Da leggersi con accento arabo, perché è un proverbio di Marrakesh, che domenica sera il mio capo mi ha recitato con fare rassegnato, quando, durante un'accesa discussione su uomini e donne, gli ho detto "tanto in casa comandano le donne, con o senza il velo". Di tutta la discussione, che verteva sul presunto maschilismo islamico, vale la pena riportare solo questa risposta "E' una donna, non ti posso dire se è una bella donna o meno, te lo potrà dire suo marito magari, oramai è una donna e basta. Se fosse una ragazza di venti ventitre anni, allora te lo saprei dire, ma lei oramai non si può piu'". La mia domanda era se trovasse attraente un'educatrice dei servizi sociali del Comune di Torino, che dovrebbe avere circa 36 anni.
C'è da dire che il mio capo ha 19 anni, quindi magari potrebbe in futuro cambiare idea sull'indefinibile aspetto fisico di donne ultraventicinquenni. Sveglio è sveglio, è in Italia da quando di anni ne aveva undici, e come si può immaginare si è fatto la sua piccola esperienza di immigrato. Ora va a "scola" la mattina e fa il "cuoco" la sera in una cucina multirazziale, che sforna di tutto a tempo record, dal pomeriggio a notte inoltrata per gente che viene a mangiare a gogò pagando niente altro che solo un euro in più la birretta. Beh, l'idea non è mica male e soprattutto funziona. Cioè una birretta per cinque invece di quattro euro e giù di orecchiette pomodoro e basilico, couss couss originale, arrosto, pesce, salami e ogni sorta di bontà melting pot. Io sono la sua aiutante, quella che pela le patate, lava pentoloni e prende ordini, per capirci. Il posto è una rumeria, anzi, "la rumeria" a Torino. Ci sono per l'appunto un sacco di rum, che una volta io faccio per versarmene uno a fine turno e Jaued, un altro ragazzino che sta al banco bar, mi dice "che fai ma sei pazza che quello costa 22 euro al cicchetto" (cicchetto uguale bicchierino mignon da liquore) ed io "ma c'è chi lo beve?" "certo". Vabbè, al solito, manco fa più incazzare il pensiero retorico che io ci metto mezza serata di lavoro per tirare su 22 euro e che invece c'è un altro se li beve in un nanosecondo. Di questi tempi una è ridotta a pensare che per fortuna alla fine esiste quel qualcun altro che si scola i rum a 22 euro il cicchetto che così fà andare avanti il locale ed io posso lavorarci il sabato e la domenica. Paga oraria in voga per baristi e affini in Torino e dintorni sono 6 euro. Zitti e filare. Anzi, non ti lamentare, che nei locali come questa rumeria, che ora come ora è un locale che "tira", la gente fa la fila per lavorarci. Io sono stata fortunata a finire a lavare pentoloni con Ajejé e non so manco come sia successo. Sarà che ci abito davanti da un paio di settimane, perché da un paio di settimana mi sono (ri)trasferita a Torino, perché "E di nuovo cambio casa" di Fossati non mi piace a caso ma è proprio la mia canzone. E poi anche perché "senza l'Italia Torino sarebbe più o meno la stessa, ma senza Torino l'Italia sarebbe molto diversa" (giochino, indovina l'autore della citazione!!) Dicevo, chissà come ci sono finita a lavorare lì. Ho chiesto un paio di volte ad uno dei soci della rumeria se non avesse, percasoperpiacereperfavoreperpietàfammilavorarechemiammazzo, bisogno di qualcuno a lavorare. E prima mi ha detto no. Poi la seconda volta mi ha chiesto se mi interessava fargli le pulizie di casa, (certo che si, avrei pulito anche i cessi della stazione) ed ora il sabato e la domenica mi ha proposto il lavaggio pentoloni al locale. Sarà che mi ha vista proprio giù di morale. Ei, non avevo davvero neppure più un euro! Anzi, ringrazio e mando baci al mio amico, che so che mi legge, e che mi ha fatto una ricarica al cellulare, che mi servivano i soldi per chiamare il mio Datore di Lavoro, prima di lavorare e non potevo farlo! Grazie S.!
Parlando a vanvera..le narcosale.
Un paio di settimane fa la Stampa nella cronaca di Torino non parlava d'altro che dell'apertura delle narcosale a Torino, della raccolta firme in corso, del documentario "La stanza dei figli" del regista Alessandro Orsi (ahahah regista, ahahah). Tutta la sinistra, Chiamparino compreso, sembrava essere d'accordo, quindi io, bevendo marocchino con brioche la mattina al bar mi dicevo, Minghia la sinistra d'accordo su sta roba? non è possibile. Quindi, per capirci di più vado a vedermi la proiezione del documentario del regista Alessandro Orsi (ahahah regista, aahahah) e scopro con orrore di essere una deficiente, perché ho sempre creduto che le narcosale, le stanze del buco, le shooting rooms fossero una sorta di stanza per la somministrazione controllata dell'eroina, invece, danno semplicemente le sprizze per bucare, personale sanitario assiste e aiuta, per chi vuole, a trovare la vena, oppure interviene con il Narcan in caso di overdose. Il che non è poco, ma la somministrazione controllata, un passo concreto nella lotta contro la droga, è ancora utopia.
Cmq non è tutto così semplice come sembra, nel senso che a leggere la Stampa ti sembra che sia una storia oramai fatta, che la proposta sia passata, ma invece ci sono ingorghi politici e intrallazzi che non vi so spiegare perchè quella sera che sono andata a seguire la cosa, alla fine ho chiesto delucidazioni al mio amico, ma poi non lo sono stata a sentire che si era liberato un tavolo e la mia amica Elena mi urlava vieni a sederti a bere qualcosa e niente..vi aggiornerò. Tanto è una roba riformista, che bon chissà che delusione per quel vecchio tossico che aveva così commentato la notizia delle shooting rooms a Torino: "Minghia, se arriva la somministrazione controllata nelle narcosale mi faccio mettere la valvolina sottopelle, quelle che usano per le flebo, che le mie vene non reggono più". Poverino, chissà che delusione sapere che invece la dddroga se la dovrà ancora strapagare, quindi il mega progetto della valvolina per le endovene passerà in secondo piano.
Sotto, nella foto, il regista Alessandro Orsi (ahahah..).



