Dal barbiere
Che noia Agosto al paesello, è peggio di un mese invernale. Affiumare non si può mica affiumare tutti i giorni, poi tanto l'altro giorno il tempo non era bello, c'era aria da sollevazione di venti e tempi impetuosi nel grande albo del cielo, e anche mia sorella Polonia non sapeva cosa fare. Lei passa le giornate in giardino sullo sdraio, ma quando non c'è il sole si noia, è un'anima in pena e le sue notti non le dorme più.
"Senti Albertina (Polonia mi chiama cosi, vabbè..), perché, in tempo di luna piena e a ore comode non andiamo dal nemico del genere umano, il parrucchiere? Ci facciamo il colore, offro io".
"Perché no, non ha argenti di stelle questo scialbo pomeriggio, e poi, soprattutto se offri te" rispondo io.
Il parrucchiere è un ragazzetto che ha aperto il negozio da poco, amico di mia figlia e mia figlia gli ha fatto pure da segretaria prendi appuntamenti un paio di settimane fa, per tirarsi su qualche lira quando, dopo l'inaugurazione, il negozio era invaso da gente curiosa che si andava ad acconciare. E ora mia figlia, la stronzetta si trova in quel di Amsterdam, con fidanzatino e amici e baaaafanculo...gelosa sono.
Mia sorella telefona per l'appuntamento. "Siamo bla bla bla, la mamma di..."Ah si si, ho posti liberi, vi dispiace venire per le 17 che prima ho un lavoro lungo?" No, che non ci dispiace, ci abbiamo un tubo da fare tanto.
Arriviamo in negozio. Il "lavoro lungo" è una biondona figona. "E' la moglie di un calciatore di proprietà della Juve, che ora pero' gioca a Venezia", mi dice all'orecchio il fratello del parrucchiere, che è li a prendere appuntamenti al posto di mia figlia e a lavare teste. La biondona è piena di carta d'alluminio in testa e legge una rivista. Tocca a noi. Gli spiego che vorrei qualche ciocca, non troppe, ma non troppo poche, non meches che non mi piacciono, ma proprio ciocche abbastanza grandi color rosso fuoco riflesso di sogni nei miei capelli. Lui mi guarda i capelli e mi dice che prima c'è da farci un lavorone di copritura perchè sono ovvibili.
"Come sarebbe che sono orribili?"
"C'hai duemilacolovi in testa e poi le punte..che sfibvate, che denutvite, che maltenute..che impovevite, che trascuvate, abbandonate..I capelli si dovrebbevo spuntave leggevmente un paio di volte al mese e cuvave cuvave cuvave.."
"Ci manca ancora che dici che sfigate e hai fatto bingo," sentenzio io, irritatella "ma voglio dirti la verità dal lato brutto a cui non si rimedia, dove manifestamente si comprova il corpo dei diversi delitti per essere stati commessi: tu non capisci..a Manchester mi sono colorata da sola le punte di rosso, con un prodotto chimico da due pound, poi col mare di Barcellona, sai il sale, il sole, la salsedine, la sabbia ecco sono diventate arancio, gialle, marroncino, ma a me non paiono male..e poi commetto alcuni mancamenti tipo che non mi taglio mai le punte e uso il balsamo e lo shampoo dei supermercati e mai un impacco" Lui è schifato, quasi si contorce delle violenze da me confessate, ma mi sostiene, mi tollera, mi coccola, mi manipola, come si fa con le clienti isteriche.."Si, cava leonessa, ma se ti faccio il vosso poi sai..si pevde qui in mezzo.. ti conviene pvima copvive gli altvi colovi di un colove unico, il tuo, poi fai il vosso e tutti i colovi che vuoi, ho un bellissimo violetto, se ti va, solo che è un lavoro lungo, ti ci vanno un quattrvo ove"
"Cioè uscirei di qui alle nove stasera? tu sei pazzo" Poi viste le cose che devono essere viste e considerate le cose che devono essere considerate, ci accordiamo per il primo colore di copritura e poi eventualmente per le ciocche rosse il martedi successivo. Mi colora i capelli, e poi intanto che aspetto è il turno di Polonia, stesso trattamento mio. Che noia ad aspettare. Lui intanto maneggia la biondona ed io curiosa mi siedo vicino ed inizio con le domande. "Le hai praticamente scolorito una parte di capelli con la carta alluminio? da biondo scuro sono quasi bianchi, bel contrasto. E che è quella roba che le stai mettendo?" "E' un vicostituente eccezionale, pev il bulbo, devi mixave un sacco di prodotti, uno pev la fovfova, uno pev la caduta, uno pev lo stvess, uno pev la lucentezza, uno pev la bvillantezza"
"E quanto costa tutto questo trattamento?" chiedo
"E' cavuccio, ma è il migliove sul mevcato. E' mivacoloso".
Polonia osserva e ascolta in silenzio.
Vabbè finiamo il nostro trattamento, cinquanta euro il mio colore, diocan, con lo sconto perché sono la mamma di, senza farmi pagare la spuntatina che ha insistito per farmi e che io non volevo quindi me l'ha fatta gratis, si vede che gli facevano proprio pena i miei capelli cosi. Cinquanta euro per un cazzo di colore. Per fortuna pagava Polonia.
Oggi, venerdì, c'è un bel sole, ed io e Polonia siamo in giardino sugli sdrai. Io leggo, lei ascolta mp3. Ad un certo punto mi chiede seria "Quand'è che devi tornare dal parrucchiere a farti le ciocche?" "Questo martedì". "Vengo anche io, ora telefono per l'appuntamento".
Continuo a leggere intanto che lei digita il numero.
"Pronto?" "Si buongiorno, vorrei un appuntamento. Si, grazie"
Sento che sta facendo una voce diversa, nasale, costruita e mi chiedo perché.
Mi sussurra che il tipo le sta passando il fratello per gli appuntamenti.
Con voce sempre piu' nasale e mascherata ripete "Si, vorrei un appuntamento grazie"
Vabbè, riprendo a leggere.
"Solo un'informazione, per favore. Fate anche le meches alle passerine?"
Mi cade il libro, la guardo. Sono allucinata, stupita, ci ho il riso che a poco a poco mi sta scoppiando nella pancia. Lei mi fa segno di tacere e mette il vivavoce. Dall'altro lato si sente uno "Scusi?"
"Dicevo, se fate anche le meches alle passerine, alle ciorgniette"
Si sente uno scoppio in una risata incontenibile. E lei continua imperterrita
"No, perché mi piacerebbe un violetto tutto a sfumare, fatto con quel metodo, si quello della carta d'alluminio. Poi mi piacerebbe anche quel ricostituente particolare, quello da cento euro, per il bulbo soprattutto".
Cioè, niente, io mi sto rotolando sullo sdraio, cioè io manco respiro dal ridere.
Che farci, è Agosto e siamo al paesello.
Polonia prima del trattamento che per l'occasione saluta Alonso
Il 14 aprile 1647, nel luogo designato
Davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio
Vengono decapitate:
Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei,
Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei
I corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta.
I beni delle donne confiscati.



